Le chat di WhatsApp dei Verdi britannici rivelano posizioni antisemitiche

Il 17 agosto, il *Times* ha pubblicato contenuti da un gruppo WhatsApp privato chiamato Greens Against Imperialism, frequentato da membri del *Green Party* britannico, tra cui il consigliere Sophus Magill, la già candidata al comitato campagne Ashley Tubb e Animah Kosai, membership officer di *Global Majority Greens*. Le rivelazioni hanno innescato un acceso dibattito sull’antisemitismo nel Regno Unito.

Le conversazioni contengono affermazioni rilevanti. Magill ha dichiarato che “il sionismo deve sparire” e ha descritto questa ideologia come “un’ideologia di apartheid ed etno-suprematista”. Ha anche espresso il desiderio di “cancellare Israele dalle mappe” e ha paragonato lo Stato Ebraico alla Rhodesia, precisando tuttavia che israeliani disposti a convivere pacificamente con i palestinesi avrebbero diritto a rimanere.

WhatsApp dei Verdi britannici: messaggi controversi rivelati

Altri messaggi contengono attacchi alla comunità ebraica britannica. Un membro del gruppo ha sostenuto che molti ebrei britannici fossero “fortemente esposti alla propaganda”, descrivendoli come “una brillante arma dello Stato israeliano per utilizzare l’antisemitismo come argomento del dibattito pubblico”. Un altro partecipante ha scritto che un “antisionista estremo potrebbe sostenere l’uccisione dei sionisti” e che questo non sarebbe “specificamente razzista”.

In aggiunta, Ashley Tubb ha descritto le Guardie Rivoluzionarie Iraniane come parte di un “movimento di liberazione nazionale” e ha attribuito le proteste contro il regime di Teheran agli “americani e sionisti”. Animah Kosai ha utilizzato il canale WhatsApp per coordinare mozioni del partito, inclusa la proposta A3, intitolata “Zionism is Racism”.

Interpellati dal *Times*, Magill, Tubb e Kosai non hanno contestato l’autenticità dei messaggi. Il *Green Party* ha dichiarato di non utilizzare gruppi WhatsApp non ufficiali. La *Campaign Against Antisemitism* ha definito i messaggi “assolutamente ripugnanti” e sta verificando se i contenuti possano costituire reati. Il *Board of Deputies of British Jews* ha chiesto la sospensione immediata dei partecipanti del gruppo.