Un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research ha rivelato che circa 2,9 milioni di italiani sono stati coinvolti in truffe legate alle bollette di luce e gas, con un danno economico complessivo stimato in quasi 650 milioni di euro. Questo rappresenta una diminuzione del 27% rispetto a tre anni fa, quando le persone coinvolte erano circa 4 milioni.
La modalità principale di frode è il falso call center, che rappresenta il 68,2% delle frodi segnalate. Seguono le email contraffatte con il 24,9%, il porta a porta con il 12,9%, le app di messaggistica istantanea con il 9,5%, e i social network con il 6%.
Truffe sulle bollette di luce e gas: un'indagine svela i dati
Nuove tutele sono entrate in vigore nel giugno 2026, stabilendo che i contratti stipulati in violazione delle disposizioni legali sono nulli. Nonostante queste misure, il 59,2% delle vittime non denuncia l’accaduto, mentre il 36,1% ritiene che l’importo sia troppo basso per giustificare una denuncia. Inoltre, il 22,7% degli intervistati pensa di non riuscire a recuperare la somma persa e il 16,8% si sente ingenuo per aver subito la truffa.
Tra coloro che possiedono un titolo di studio universitario, l’incidenza è superiore al doppio della media nazionale.
Dal 2026, le aziende non possono contattare telefonicamente i consumatori senza condizioni specifiche previste dalla legge. Qualsiasi contatto non richiesto deve essere trattato con cautela, poiché potrebbe nascondere una truffa.
Per riconoscere una telefonata sospetta, è consigliabile verificare l’identità di chi chiama prima di fornire informazioni personali. Elementi come un presunto aumento imminente della tariffa o richieste urgenti di aggiornamento del contratto sono segnali di allerta. Prodotti come il codice POD (punto di prelievo dell’energia elettrica) e il codice PDR (punto di riconsegna del gas) dovrebbero essere trattati con cautela.
È fondamentale non fornire dati sensibili durante una chiamata sospetta, come il codice fiscale o dati bancari. Inoltre, quasi un quarto delle frodi avviene tramite false comunicazioni digitali.






