C’è una notizia che non arriva con toni trionfali, non apre i telegiornali e non occupa i titoli principali. Eppure, dal 2026, potrebbe incidere concretamente sulla quotidianità di centinaia di migliaia di persone. Il bollo auto, una delle imposte più contestate e meno comprese del sistema fiscale italiano, sta per diventare più leggero – o addirittura scomparire – per molti cittadini sopra i 70 anni. Non per una decisione nazionale, ma per una scelta politica frammentata, regionale, che racconta molto più di quanto sembri sul rapporto tra welfare, mobilità e invecchiamento della popolazione.
Perché il bollo auto è diventato un tema “sensibile” per chi ha più di 70 anni
Per chi vive l’auto come una necessità quotidiana e non come un lusso, il bollo rappresenta da anni una contraddizione difficile da spiegare. Non è una tassa sull’uso del veicolo, ma sul semplice possesso. Questo significa che colpisce allo stesso modo chi percorre migliaia di chilometri e chi utilizza l’auto solo per visite mediche, spesa o piccoli spostamenti locali. Per gli over 70, spesso pensionati con redditi fissi e crescenti spese sanitarie, questa imposta assume un peso sproporzionato.
Il punto centrale è che l’auto, in molte aree d’Italia, non è sostituibile. Trasporti pubblici carenti, servizi sanitari distanti, isolamento dei piccoli comuni: togliere o rendere più costoso il mezzo privato significa ridurre l’autonomia personale. L’errore più comune è pensare che queste agevolazioni siano “regali fiscali”. In realtà, nascono come strumenti di compensazione sociale, pensati per evitare che l’invecchiamento si trasformi in esclusione. Ed è proprio qui che le Regioni hanno iniziato a muoversi, ciascuna con una propria visione.
Le regioni che dal 2026 diranno addio al bollo per gli over 70
Dal 2026, alcune amministrazioni regionali hanno deciso di rafforzare – o introdurre – esenzioni totali dal bollo auto per i cittadini con più di 70 anni, spesso legandole non solo all’età, ma anche al reddito o alla tipologia di veicolo. Tra le realtà più avanzate in questo percorso troviamo Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
In questi territori, l’agevolazione non è pensata come misura isolata, ma come parte di una strategia più ampia che intreccia politiche per la terza età, mobilità sostenibile e riduzione della pressione fiscale locale. Il dettaglio spesso ignorato è che l’esenzione non nasce solo per “aiutare” l’anziano, ma anche per semplificare la gestione amministrativa: meno micro-importi da riscuotere, meno contenziosi, meno sanzioni difficili da recuperare.
Molti cittadini commettono l’errore di credere che l’esenzione sia automatica. In realtà, nella maggior parte dei casi sarà necessario presentare una richiesta o verificare specifici requisiti. Questo passaggio, apparentemente burocratico, è il punto di contatto tra il diritto teorico e il beneficio reale. Ed è qui che si gioca la vera efficacia della misura.
Età, reddito e veicolo: perché non tutti gli over 70 saranno esentati
Uno degli aspetti più fraintesi di questa svolta è l’idea che basti superare una soglia anagrafica per non pagare più nulla. Le Regioni, invece, stanno costruendo modelli selettivi, dove l’età è solo uno dei criteri. In molti casi entrano in gioco il reddito ISEE, la cilindrata dell’auto, le emissioni o persino l’anno di immatricolazione del veicolo.
Questa impostazione risponde a una logica precisa: evitare che l’agevolazione favorisca situazioni economicamente solide o veicoli ad alto impatto ambientale. Il rischio, però, è creare confusione. Molti anziani potrebbero rinunciare a informarsi, convinti di non rientrare nei parametri, quando in realtà avrebbero diritto a una riduzione significativa. L’errore più comune è pensare che “se non mi è arrivata comunicazione, allora non vale per me”.
In prospettiva, queste regole raccontano un cambiamento più profondo: il bollo non viene più visto solo come tassa, ma come leva di politica sociale e ambientale. Ed è proprio questa trasformazione concettuale che apre la strada a scenari ancora più radicali nei prossimi anni.
Un’Italia a due velocità: cosa succede nelle regioni senza esenzione
Accanto alle Regioni più avanzate, ce ne sono altre che per ora mantengono una linea prudente o attendista. In molte aree del Centro e del Sud, l’esenzione totale per gli over 70 non è ancora prevista, oppure resta limitata a categorie molto ristrette. Questo crea una frattura evidente: due cittadini con la stessa età e lo stesso reddito possono trovarsi in situazioni fiscali completamente diverse solo per il luogo di residenza.
Il problema non è solo economico, ma anche culturale. Dove il bollo resta invariato, l’auto tende a essere percepita come un costo da tagliare, non come un servizio da garantire. L’effetto collaterale è che alcuni anziani rinunciano al veicolo, aumentando isolamento e dipendenza da familiari o assistenza pubblica. È un paradosso poco discusso: risparmiare oggi su un’esenzione può generare costi sociali più alti domani.
Questa disomogeneità regionale sta già alimentando un dibattito politico più ampio, che potrebbe portare a un coordinamento nazionale. Non tanto per uniformare le cifre, quanto per stabilire un principio condiviso sul diritto alla mobilità nella terza età.
Oltre il 2026: il bollo auto è destinato a scomparire per gli anziani?
La vera domanda non è se nel 2026 alcune Regioni elimineranno il bollo per gli over 70. La domanda è se questa scelta rappresenti l’inizio di un cambiamento strutturale. L’invecchiamento della popolazione italiana è un dato irreversibile, e il sistema fiscale dovrà adattarsi. Continuare a tassare il possesso di un bene essenziale rischia di diventare politicamente e socialmente insostenibile.
L’errore di prospettiva più diffuso è considerare queste esenzioni come eccezioni temporanee. In realtà, potrebbero essere il laboratorio di un nuovo modello, dove il bollo viene progressivamente rimodulato in base all’età, all’uso reale del mezzo e all’impatto sociale. Se così fosse, il 2026 verrà ricordato non come l’anno di una semplice agevolazione, ma come il punto di svolta di un’intera filosofia fiscale.
No, l’esenzione dipende dalla Regione di residenza. Alcune hanno già confermato la misura, altre no.
Nella maggior parte dei casi è necessaria una richiesta o la verifica di requisiti specifici.
Sì, molte Regioni legano l’agevolazione a ISEE, emissioni o caratteristiche del veicolo.
Al momento nulla, ma il tema è al centro di un dibattito che potrebbe portare a cambiamenti futuri.
È possibile, soprattutto se il bollo verrà ripensato come strumento di politica sociale.

Giuseppe Rossi si occupa di contenuti dedicati al mondo della scuola e degli studenti, con particolare attenzione alla didattica, all’orientamento scolastico e alle sfide educative contemporanee. Attraverso articoli chiari e aggiornati, racconta la scuola dal punto di vista degli studenti, offrendo approfondimenti utili, consigli pratici e spunti di riflessione per affrontare al meglio il percorso di crescita e apprendimento.






