Maturità 2026: in uscita le materie oggetto d’esame. Ed è già tototraccia: San Francesco, Intelligenza artificiale e pace

C’è un momento preciso, ogni anno, in cui la Maturità smette di essere un appuntamento lontano e astratto e diventa improvvisamente reale. Non coincide con l’uscita del calendario, né con l’inizio dell’ultimo anno di scuola. Accade quando iniziano a circolare le prime indiscrezioni sulle materie d’esame e, soprattutto, quando prende forma il tototraccia. È il punto in cui lo studio si trasforma in interpretazione del presente. Per la Maturità 2026, quel momento è arrivato prima del previsto.

Non si tratta solo di ipotesi su autori o argomenti. Come spesso accade negli ultimi anni, le tracce possibili riflettono tensioni culturali, cambiamenti sociali e interrogativi che vanno ben oltre la scuola. I nomi che emergono — San Francesco, intelligenza artificiale, pace — non sono casuali. Sono segnali. E raccontano molto più di quanto sembri.

Le materie d’esame 2026: perché l’annuncio pesa più di quanto immagini

Ogni attesa delle materie oggetto d’esame viene vissuta dagli studenti come un passaggio tecnico, quasi burocratico. In realtà è uno snodo simbolico. Le scelte del Ministero dell’Istruzione e del Merito non rispondono solo a criteri didattici, ma a una visione culturale più ampia: cosa riteniamo oggi fondamentale che un diciottenne sappia leggere, comprendere e interpretare.

Negli ultimi anni, l’esame di Stato ha progressivamente abbandonato l’idea di verifica puramente nozionistica. L’errore più comune è pensare che “basti studiare bene il programma”. In realtà, ciò che viene richiesto è la capacità di mettere in relazione i saperi, di collegare letteratura, storia, attualità e pensiero critico. Le materie diventano quindi una lente attraverso cui osservare il mondo.

Per il 2026, questa tendenza appare ancora più marcata. La scelta delle discipline — e delle possibili tracce — sembra orientata a misurare la maturità non solo scolastica, ma anche civile. Ed è qui che il discorso si sposta naturalmente dai programmi ai contenuti simbolici che potrebbero arrivare sul tavolo dell’esame.

San Francesco: non un santo, ma un linguaggio universale

L’ipotesi di una traccia su San Francesco d’Assisi viene spesso liquidata come “tema religioso”. È una semplificazione fuorviante. San Francesco, oggi, non è solo una figura spirituale: è un codice culturale che attraversa ecologia, politica, etica e linguaggio della pace.

La sua attualità non risiede nella fede, ma nella radicalità delle sue scelte: il rifiuto del possesso, la critica al potere, il rapporto non predatorio con la natura. In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla disuguaglianza, Francesco diventa una chiave per interrogare il nostro modello di sviluppo. Il rischio per molti studenti è trattarlo come un personaggio “già visto”, da manuale. In realtà, una traccia su di lui chiederebbe di attualizzarne il messaggio, non di riassumerne la biografia.

Il collegamento con il presente è diretto: sostenibilità, conflitti, dialogo tra culture. Ed è proprio questa apertura che rende San Francesco un ponte naturale verso altri temi caldi del dibattito contemporaneo, primo fra tutti il rapporto tra umanità e tecnologia.

Intelligenza artificiale: il vero banco di prova della maturità

Se c’è un argomento che incarna lo spirito del nostro tempo, è l’intelligenza artificiale. Non come tecnologia, ma come domanda aperta sul futuro del lavoro, della conoscenza e persino dell’identità umana. Una traccia su questo tema non chiederebbe competenze informatiche, bensì capacità di riflessione critica.

L’errore più diffuso è ridurre l’AI a un confronto tra “pro” e “contro”. Una maturità davvero efficace, invece, spingerebbe a interrogarsi sulle conseguenze reali: come cambia lo studio quando le macchine scrivono testi? Che valore assume il pensiero originale? Dove finisce l’automazione e dove inizia la responsabilità umana?

Per gli studenti del 2026, l’intelligenza artificiale non è un futuro ipotetico, ma una presenza quotidiana. Ignorarlo significherebbe non cogliere il senso dell’esame stesso, che serve a valutare la capacità di orientarsi in un mondo complesso. Ed è proprio da qui che il discorso si allarga, inevitabilmente, al tema più fragile e urgente di tutti: la pace.

Pace: una parola semplice che oggi pesa come un macigno

Parlare di pace nel 2026 non è un esercizio retorico. È una necessità storica. Guerre, tensioni geopolitiche, polarizzazione sociale: il contesto globale rende questa parola carica di ambiguità e responsabilità. Una traccia su questo tema non chiederebbe slogan, ma consapevolezza.

Molti studenti cadono nell’errore di trattare la pace come un ideale astratto, scollegato dalla realtà. Al contrario, una riflessione matura dovrebbe affrontarne le contraddizioni: la pace come scelta politica, come compromesso, come processo spesso imperfetto. Anche qui, il collegamento con San Francesco e con l’intelligenza artificiale è naturale: tecnologia e spiritualità diventano strumenti alternativi — e talvolta opposti — per immaginare un futuro meno violento.

La Maturità, in questo senso, non valuta solo cosa sai, ma come pensi. E il tema della pace diventa il terreno su cui dimostrare di saper tenere insieme etica, storia e attualità.

Una Maturità che misura il presente più del programma

La sensazione diffusa è che la Maturità 2026 stia prendendo una direzione precisa: meno rassicurante, ma più autentica. Non basta più studiare bene. Serve capire il mondo in cui si vive. È questo che rende il tototraccia così potente: non predice il futuro, lo interpreta.

Il vero rischio per studenti e famiglie è prepararsi come se nulla fosse cambiato. Al contrario, chi saprà leggere i segnali — dalle scelte ministeriali al clima culturale — arriverà all’esame con uno strumento in più: la capacità di pensare in profondità.

Quando verranno comunicate ufficialmente le materie della Maturità 2026?

L’annuncio delle materie avviene tradizionalmente nei primi mesi dell’anno scolastico conclusivo, tramite comunicazione ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ma il dibattito pubblico inizia molto prima, attraverso ipotesi e segnali culturali già evidenti.

Perché San Francesco è considerato un possibile tema della Maturità 2026?

Perché oggi rappresenta molto più di una figura religiosa: è un simbolo trasversale di ecologia, pace e critica al modello di sviluppo contemporaneo, temi centrali nel dibattito culturale e sociale attuale.

L’intelligenza artificiale può davvero uscire come traccia d’esame?

Sì, perché l’AI non è più solo tecnologia ma una questione culturale ed etica. Una traccia su questo tema valuterebbe la capacità dello studente di riflettere sulle conseguenze reali dell’innovazione, non le competenze tecniche.

Il tema della pace è ancora attuale per un esame di Stato?

Oggi più che mai. La pace non viene proposta come ideale astratto, ma come problema complesso legato a conflitti, responsabilità politiche e scelte individuali, perfettamente in linea con una maturità orientata al pensiero critico.

Il tototraccia serve davvero o è solo una distrazione?

Se affrontato in modo intelligente, il tototraccia non è una previsione sterile ma uno strumento di lettura del presente: aiuta a capire quali temi la scuola considera centrali per la formazione di cittadini consapevoli.

Giuseppe Rossi
Giuseppe Rossi
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