- 🟢👍 Malvagie
- 🔴👎 Malvage
La forma corretta è malvagie, con la “i” prima della “e”. Quando ci si chiede “Si scrive Malvagie o Malvage?”, è importante conoscere le regole ortografiche e l’etimologia della parola per non sbagliare. Nel linguaggio italiano, l’aggettivo plurale femminile di “malvagio” segue la regola di trasformazione in “-gie” e non in “-ge”. Perciò, la grafia malvagie è quella da utilizzare per indicare donne o cose caratterizzate da una natura cattiva o perfida. In questa guida approfondiremo l’origine e il significato del termine, forniremo esempi di utilizzo corretto e analizzeremo eventuali errori comuni, così da soddisfare completamente l’intento di ricerca sul tema.

Origine e significato della parola
L’aggettivo malvagio, da cui deriva il plurale femminile malvagie, ha radici latine nel termine “malivagus”, composto da “malus” (cattivo) e “vagari” (vagare). Originariamente indicava chi si aggirava con intenzioni malefiche o in cerca di azioni dannose. Con il passare dei secoli, il significato si è consolidato in quello di “perfido”, “cattivo” o “spietato”.
Dal punto di vista morfologico, la formazione del plurale femminile segue uno schema regolare: “-gio” → “-gie” (per esempio, “coraggio” → “coraggio” al femminile non applicabile, ma “saggio” → “saggie”). Pertanto, scrivere malvagie rispetta sia l’etimologia che le regole grammaticali dell’italiano moderno. Il termine viene spesso utilizzato in contesti letterari e giornalistici per descrivere comportamenti o azioni prive di empatia, come nei romanzi gialli o nei resoconti di cronaca criminale.
Approfondimento ortografico
È utile ricordare che in italiano non esistono parole che terminano in “-vage” per formare il plurale femminile di aggettivi in “-agio”. L’ipotesi malvage nasce probabilmente da un’errata analogia con parole straniere o da una svista nel dettato, ma non ha riscontro nelle regole ufficiali della Accademia della Crusca.
Esempi di utilizzo corretto
Per chiarire l’uso di malvagie, ecco alcuni esempi pratici:
- “Le streghe del racconto erano figure malvagie, pronte a scatenare incantesimi contro gli innocenti.”
- “Le intenzioni malvagie del protagonista si sono svelate solo nel finale del romanzo.”
- “In quel documentario, si descrivevano le azioni malvagie compiute durante il Medioevo.”
In tutti i casi, l’aggettivo concorda al femminile plurale e si usa per enfatizzare la cattiveria o la perfidia delle persone o dei personaggi descritti. È frequente trovarlo anche in espressioni figurate, come “idee malvagie” o “piani malvagie”.
Errori comuni da evitare
Un errore diffuso è la sostituzione della “i” con la “e”, generando la forma malvage. Questa grafia è scorretta e va evitata perché non rispetta la morfologia italiana. Un altro rischio è confondere il termine con parole omofone in altre lingue (ad esempio il francese “malvage” non esiste, ma potrebbe essere confuso con “mauvage”, che significa “selvaggio”).

Giuseppe Rossi si occupa di contenuti dedicati al mondo della scuola e degli studenti, con particolare attenzione alla didattica, all’orientamento scolastico e alle sfide educative contemporanee. Attraverso articoli chiari e aggiornati, racconta la scuola dal punto di vista degli studenti, offrendo approfondimenti utili, consigli pratici e spunti di riflessione per affrontare al meglio il percorso di crescita e apprendimento.





