Ad Aquileia, importante centro commerciale posto tra l'Oriente e l'Occidente, erano giunte molte religioni, un po' da tutto l'impero.
La comunità cristiana di Aquileia dovrebbe essere nata verso la fine del II secolo dopo Cristo, ma, fino al III secolo, la religione ufficiale è ancora quella politeista dei romani.
La Chiesa aquileiese viene nominata, per la prima volta, in un documento del 314 dopo Cristo, dove si parla di lei come di una delle comunità più importanti dell'Occidente.
Sempre nel 314, l'influenza della Chiesa aquileiese, grazie alla sua opera missionaria, si sarebbe estesa dal Veneto, dal Friuli e dall'Istria fino alla Baviera, la Svizzera e l'Ungheria.
Secondo la tradizione, San Marco fu inviato da San Pietro a predicare il Vangelo ad Aquileia.
Qui fondò la prima comunità cristiana e conobbe Ermagora. Colpito dalla sua profonda fede, San Marco lo invitò a Roma e lo presentò a San Pietro, che lo consacrò primo vescovo di Aquileia.
Ritornato nella sua città, Ermagora iniziò ad evangelizzare. Venne denunciato alle autorità imperiali, fu arrestato, processato e torturato per costringerlo a rinunciare alla religione cristiana.
Anche in prigione Ermagora continuò la sua missione: convertì il carceriere Ponziano, il nobile Gregorio e le sue quattro figlie, guarì Alessandra dalla cecità e nominò diacono Fortunato.
Ermagora e Fortunato vennero decapitati. I due santi furono sepolti insieme alla presenza di Ponziano, Gregorio e Alessandra.
La loro storia è raccontata attraverso gli affreschi che si trovano nella cripta della basilica di Aquileia.
